ANCHE UN BIBERON PUO’ STILLARE GOCCE D’ AMORE

alllatto

quando ho scritto il post sui lavoretti, ho accennato al discorso dell’ allattamento al seno…

penso che sia scontato ribadire il concetto che il latte materno sia l’ alimento più giusto e completo al mondo, ma bisognerebbe anche avere una certa elasticità e rispetto nei confronti di quelle madri che non possono, non vogliono allattare al seno…

il mio rapporto con l’ allattamento si è incrinato subito alla prima esperienza…

S. è nata in una bollente notte di luglio di 9 anni fa, la mia prima piccola bambina…era così delicata, fragile…L’ ho attaccata al mio seno non appena ho potuto rivederla dopo il parto, ed è stato un momento davvero magico…sapere che tu sei la fonte del nutrimento del tuo bambino è una sensazione potente, ti lega a lui in maniera indissolubile…

durante i giorni del ricovero è andato tutto liscio, S. faceva la sua poppatina e si addormentava attaccata al mio corpo placida placida…torniamo finalmente a casa…finalmente noi tre…il miracolo di una nuova famiglia che nasce…tutto fila abbastanza liscio per la prima settimana, lei piange, io l’ attacco al seno, lei dorme…dalla seconda settimana, la frequenza con cui piange, io l’ attacco al seno, lei dorme inizia a diventare un po’ preoccupante, al punto che ormai quasi non mi vesto più ed ho sempre una delle due tette all’ aria pronta al foraggiamento (tette rose dalle ragadi, ma non fa niente, per lei anche le stigmate!!!)…

terminata anche questa settimana mi accorgo che S. è sempre più nervosa, cerca il mio seno e poi lo rifiuta urlando…non riesco a calmarla, farla dormire è praticamente impossibile…mio marito torna da lavoro e mi trova in lacrime che vago per casa con nostra figlia in braccio cantando ninnananne come un’ isterica…si insinua il sospetto delle coliche…(troppo giovane e inesperta per sapere che era ancora presto )

la fortuna vuole, che in una di queste sere disperate, mi trovo a casa di una mia cara amica con la quale ho avuto la fortuna di condividere tutta la mia gravidanza, le nostre due bimbe, sono infatti nate a distanza di dieci giorni una dall’ altra…lei ci osserva per un po’, poi mi spiazza con una domanda:” sei sicura di avere abbastanza latte??”

in realtà il pensiero mi aveva sfiorata, ma l’ avevo comunque scartato…attaccavo S. a richiesta, continuamente, questo non avrebbe dovuto stimolare la produzione di latte??? come era possibile che dopo soli venti giorni le scorte si erano esaurite ed io ero già in riserva?? ormai il tarlo del dubbio si era insinuato e dovevo verificare…lei mi porge il tiralatte e io inizio a tirare, tirare, tirare, non mollo mica, e dopo dieci minuti devo arrendermi all’ evidenza: sono riuscita a raccogliere solo poche gocce del prezioso liquido…in tre secondi realizzo che S. ha fame, e chissà da quanto tempo!…. è sera tardi ormai, le farmacie di turno ti servono solo per le emergenze ed io in preda al panico consegno il tira latte alla mia amica che lo riempie velocemente( beata lei, il suo bastava per la sua neonata e anche per la colazione degli altri due figli più grandicelli),verso il contenuto in un biberon e S. poppa con avidità fino ad addormentarsi esausta…quella notte S. dormì senza risvegli fino al mattino, io piansi lacrime di rabbia per me stessa che avevo affamato mia figlia per giorni senza rendermi conto di nulla…

è ovvio che il giorno dopo, concordandolo con la pediatra ho iniziato ad allattarla artificialmente… ho ricevuto qualche critica, e ho subito sguardi di compassione ogni volta che tiravo fuori il biberon…

ho risposto sempre con un sorriso a quegli sguardi amari, perché ero finalmente tranquilla, la mia bimba mangiava e cresceva, io avevo il controllo della situazione e questo mi ha permesso di buttarmi alle spalle tutta quella tensione e paura che sciupava il nostro neonato amore…

dopo quattro anni è arrivato A. tenero e rotondo…ho ritentato con entusiasmo l’ allattamento, ma la quinta notte rivivo lo scenario già vissuto con S.

A. piange sconsolato, non riesco a calmarlo…ricomincia il tira e molla con la tetta…passiamo la notte tutti in piedi ,S. compresa che ci guarda preoccupata tra le braccia del papà che cerca di rassicurarla…arrivo così fino alle 11 del mattino  con A. urlante in braccio ed S. attaccata al mio pigiama che piagnucola…è quasi ora di pranzo e non sono riuscita nemmeno a prepararle la colazione…Arriva di corsa mia sorella con il tiralatte, anche questa volta il responso della verifica è negativo…vado in cucina, questa volta ho nascosto preventivamente una scatola di latte artificiale, e risolvo il problema…A. si addormenta ed io posso finalmente occuparmi di S. che ha bisogno ora più che mai, di tutte le attenzioni possibili…

quando è arrivato D. ero decisa a non volere nemmeno tentare…le mie prime due esperienze, non erano state certo incoraggianti, per di più mio mi sarebbe mancato l’ appoggio prezioso di mio marito che stava partendo per venire qui in Germania in cerca di lavoro e casa…Non potevo permettermi di trascurare i miei figli, dovevo affrontare con loro il problema della separazione dal padre, e in più l’ arrivo di un nuovo fratello…eravamo in pieno clima di sconvolgimento emotivo e non me la sentivo di lanciarmi nella lotta all’ allattamento ostinato…

il giorno del parto comunico all’ ostetrica che non ho intenzione di allattare al seno il mio bambino, lei storce il naso e non dice nulla…dopo un paio d’ ore arriva con una psicologa per capire cos’è che non vada in me…faccio presente a questa le mie motivazioni, le racconto dei precedenti, fallimentari tentativi, il tutto davanti alle altre cinque donne che erano con me nella stanza del reparto senza un minimo di privacy e riservatezza…lei mi dice di capire, ma vuole che io tenti, tenti per amore del mio bambino…

in conclusione, io che mi sentivo forte delle mie decisioni, crollo davanti a questo muro di incomprensione e attacco D. per tutti e tre i giorni del ricovero…la mattina delle dimissioni, incontro finalmente un’ ostetrica disposta ad ascoltarmi, e anche se non condivide la mia posizione mi prescrive un farmaco che blocca la montata lattea…durante il colloquio con il pediatra del nido, scopro che D. ha avuto un calo fisiologico importante, è itterico e mi convocano il giorno successivo nel reparto di terapia intensiva per concordare un ricovero con fototerapia…a casa intanto alimento D. con il biberon…il giorno dopo ha già recuperato metà del peso perso, e la dottoressa che lo visita, dopo aver ascoltato tutta la mia storia, mi dice di riportare mio figlio a casa, continuare sulla mia strada e di non preoccuparmi, perché l’ ittero scomparirà con l’ aumentare del peso…mi liquida con una frase che non dimenticherò mai e che mi ha dato una forza incredibile..:”  una madre sa sempre cosa fare…”

ora, questa è la mia esperienza, queste sono le mie motivazioni, a molte madri non sembreranno valide, per me lo sono state…

sono favorevolissima all’ allattamento al seno, ci mancherebbe, ma non è giusto far sentire meno madri quelle che fanno una scelta alternativa….

l’ amore per tuo  figlio non dipende dal tuo seno, ma dal tuo cuore…

6 risposte a "ANCHE UN BIBERON PUO’ STILLARE GOCCE D’ AMORE"

  1. Incredibile storia. Ho una valanga di ghiaia da dirti… sì, sassetti, perché le tue parole intense mi hanno proprio scossa. Io sono pro allattamento verace, nel senso che ho sempre saputo (anche da consulenti per l’allattamento materno) che in realtà i casi in cui il latte è “poco” sono quasi inesistenti. Perciò, così dicono, è solo questione di modalità e insistenza, ovviamente se qualcuno ci affianca e, ovviamente, se non ci sono patologie vere e proprie. Quindi, da un lato, credo che l’esperienza del tiralatte non sia davvero indicativa perché col tiralatte di latte ne esce molto, ma molto meno che con la suzione del bebè (ancora una volta, la natura fa meglio dell’artificio umano), e credo anche che l’insinuazione della tua amica, per quanto in buona fede, non sia vera. Forse non succhiava bene, andava rivista la posizione, la modalità, ma, ripeto, è difficile che davvero una donna abbia poco latte. Dall’altro lato, invece, ammiro molto la tua capacità di accettare questo limite (vero o presunto che fosse) e di aver lottato per stare meglio tutti: tu, tua figlia, gli altri due poi. Sei una donna forte. Mi resta solo una domanda: quando vedevi che piangeva sempre…non l’hai fatta vedere dal pediatra, non avete visto che cresceva poco?

    "Mi piace"

    1. si, dal pediatra ci sono stata…effettivamente non prendeva peso, ed è iniziato il tormentone della bilancia…pesala prima, pesala poi…ti dico solo che al quarto giorno mio marito impazzito, pesava pacchi di pasta come un invasato…si trattava di grammi, S. si muoveva e la bilancia digitale ci forniva sempre una misurazione diversa….la prima esperienza è naufragata per la paura e l’inesperienza…le altre due per poca volontà e ansia di trascurare gli altri due…so che è necessario insistere per avviare un buon allattamento e che ogni donna può riuscirci…io non ho saputo ne voluto affrontare questa sfida…ce ne sono tanti di motivi per cui una donna può scegliere di non allattare, spesso molto più gravi dei miei…io ho solo cercato di conquistare più serenità possibile…spero che tutte le donne del mondo riescano ad allattare i propri figli…nel mio caso, quando ero all’ ospedale con D. è stata messa in dubbio la mia volontà di creare un rapporto esclusivo con lui…questo mi fa infuriare, e mi ha offesa molto…ho visto madri vergognarsi di non allattare al seno…mi pare assurdo…specie tra noi donne dovrebbe esserci una sorta di supporto morale, e non un atteggiamento di critica ed emarginazione…in fondo diventare madri è un ‘ impresa enorme per qualsiasi donna, spesso sbagliamo (come me in questo caso ) ma l’ importante e avere sempre la forza di rialzarsi e la capacità di saper amare….il mio articolo era dedicato a tutte quelle donne che come me si sono arrese all’ allattamento artificiale, anche perché non sono state abbastanza forti da non cedere…ho voluto dire loro di non viverla come una menomazione materna, non sono meno madri di altre…grazie , spero che dal mio post non sia passato un messaggio anti allattamento al seno…non era assolutamente questo che volevo trasmettere…

      "Mi piace"

  2. no, no, non passa affatto un messaggio anti-allattamento. Anzi. Parli di “arrendersi al latte artificiale” come a dire che, di certo, la prima scelta sarebbe quello materno, quindi non ti preoccupare. Io sono dell’idea che si possa chiedere aiuto, per es. io stessa l’ho chiesto, ai Consulenti per l’Allattamento materno presso la ASL di zona: sono stati meravigliosi, mi hanno aiutata molto. Mi danno molto fastidio, invece, quelle che fin da subito scelgono il biberon per avere maggiore libertà: questo lo trovo stupido, come se allattare fosse un fastidio a priori. Ma chi non ha potuto per motivi di forza personale, di salute, di mancanza di sostegno, e per rischi di scarsa crescita del piccolo, fa bene a scegliere l’alternativa che l’uomo ha creato, appunto, per chi è in difficoltà. Non credo tu sia stata fragile!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...